NewsPolitiche PubblicheQuali sono le attività che hanno preso più fondi per la cultura in Sardegna?

Andiamo a vedere in quale modo sono stati impiegati i fondi per la cultura stanziati dalla Regione Sardegna.
Redazione Economind1 anno ago11948 min

La Sardegna ha stanziato ingenti risorse, senza precedenti, da destinare al settore culturale.

In questo articolo verrà trattato nel dettaglio quali sono i progetti per i quali la Regione ha stanziato una fetta maggiore dei suoi fondi.

È un’isola, quella sarda, che almeno a livello di intenti sembra voler provare a ripartire dalla cultura e dal turismo.

Tra le frecce al suo arco vanta un cospicuo ammontare di risorse, pari a circa 74 milioni di euro, e diversi progetti culturali su cui investire.

Un incremento nell’offerta di beni culturali che ben si sposa con la maggiore domanda da parte dei consumatori sardi.

Infatti, secondo i dati del Mibac (Ministero dei beni culturali) la Sardegna è tra le prime dieci Regioni per numero di accessi a scavi archeologici e musei.

Valorizzazione del patrimonio archeologico

Un Nuraghe.
Ingenti risorse sono state stanziate per la valorizzazione e la promozione del patrimonio archeologico sardo.

Per quanto riguarda la valorizzazione del patrimonio archeologico parliamo di quasi 30 milioni di euro.

Circa 18 milioni di euro sono stati stanziati per Attività culturali e interventi diversi nel settore culturale (missione 05 – programma 02 – titolo 1), relative alla gestione/valorizzazione di musei e di altre attività ad esse legate (Legge regionale 11/01/2018, n.1 art.8, comma 9 e Legge regionale 5/11/2018, n.40).

La Regione ha inoltre varato un ‘Piano straordinario’ di 8,4 milioni (di cui 1 milione e 900 mila per il 2017 e 6 milioni e 500 mila nel 2018) per intervenire nello specifico su 76 siti archeologici nell’isola .

A questo si potrebbe aggiungere quasi un altro milione stanziato per le emergenze archeologiche, che non abbiamo conteggiato perché facente parte di un’altra “missione”.

Una delle ragioni principali di questo intervento è la preservazione del patrimonio storico-artistico sardo che si configura come un bene comune e che, come tale, deve essere salvaguardato dagli Enti locali.

Esso non rappresenta infatti solo l’identità culturale dell’isola ma, nell’ottica economica, rappresenta un potenziale strumento di rilancio e crescita del settore turistico-culturale, non solo nelle zone costiere ma anche in quelle interne.

Per quanto riguarda gli scavi archeologici, le attività in programma riguardano i restauri, la messa in sicurezza degli scavi, il miglioramento della fruizione del sito mediante supporti appositi.

Tale intervento permetterà di intervenire su 76 diversi siti archeologici nell’isola, ribattezzata da Pigliaru uno ‘straordinario museo a cielo aperto’.

Prenuragico, nuragico e medievale giudicale sono le epoche a cui risalgono gli scavi che riceveranno il grosso dei finanziamenti.

Investire nelle imprese che operano nel settore creativo e culturale

Valorizzazione non solo del patrimonio archeologico ma anche del tessuto industriale sardo che opera nel settore culturale, alla ricerca di connubio fa tradizione e innovazione.

Ingenti finanziamenti a fondo perduto sono stati stanziati dalla Regione Sardegna per migliorare la qualità dell’offerta culturale nell’isola.

A tal proposito, la Regione Sardegna ha emanato negli ultimi anni il bando ‘Culture Lab‘ (letteramente laboratorio culturale) finanziato coi contributi a fondo perduto POR-FESR Sardegna 2014-2020 destinati sia alle PMI (Piccole e medie imprese) che ai liberi professionisti risiedenti nell’isola e operanti nel settore creativo e culturale.

Più precisamente, le imprese che hanno diritto a fare domanda per questi finanziamenti, sono quelle che si occupano di attività artistiche e creative, di intrattenimento (codice ATECO 2007 – 90) e biblioteche, musei, archivi ed altre attività culturali (codice ATECO 2007 – 91).

Il finanziamento viene erogato sulla base di una selezione valutativa a graduatoria basata sulla proposta che ciascuna di queste imprese deve presentare al momento della domanda.

Il finanziamento viene accordato per la copertura di una serie di spese che i titolari del fondo dovranno sostenere per il progetto:

  • Per Materiali e attrezzature.
  • Per facilitarne l’accesso al pubblico (es. costi di digitalizzazione).
  • Per il personale (non speriori al 30% del costo del progetto).
  • Per consulenza da impiegare ad uso esclusivo per il progetto.

Il fondo copre l‘80% del costo totale del progetto, mentre il restante 20% del finanziamento deve essere sostenuto privatamente dall’impresa, senza l’ausilio di altre risorse pubbliche.

L’obiettivo primario di questa iniziativa è incentivare e valorizzare la qualità dell’offerta culturale in Sardegna, aumentando anche la competitività delle piccole e medie imprese operanti nel settore.

Questi investimenti sono rivolti a promuovere il patrimonio artistico culturale sardo e a rilanciare l’economia regionale mediante un canale alternativo che sembrerebbe decisamente promettente.

Redazione Economind

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